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IL FISCO

26 marzo 2018

L'insostenibile tesi dell'incasso giuridico senza concreto vantaggio economico


di Davide Cagnoni, Angelo D'Ugo e Alessandro Germani


La tesi dell'"incasso giuridico" sviluppata dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 73/E/1994 e da ultimoribadita nella risoluzione n. 124/E/2017, pur registrando conferme nelle pronunce della Cassazione, èoggetto di nuova critica sia da parte dei giudici della Commissione tributaria regionale Lombardia, relativamente alla rinuncia da parte dei soci agli interessi maturati su finanziamenti erogati alla partecipata, sia dall'AIDC che, nella Norma di comportamento n. 201, ha ritenuto la remissione del TFM, effettuata alla società dall'amministratore, assimilabile alla percezione dell'indennità solo qualora la rinuncia al credito attribuisca allo stesso un vantaggio economico. In assenza di tale vantaggio, la remissione non comporterebbe, invece, in capo all'amministratore il realizzo di alcun reddito imponibile. Il tema, dunque, si conferma di stretta attualità, anche alla luce delle disposizioni contenute nel nuovo art. 88, comma 4-bis, del T.U.I.R., introdotto al fine di evitare salti d'imposta nelle operazioni di rinuncia ai crediti vantati dai soci nei confronti delle società partecipate. Appare pertanto sempre più evidente la necessità di un nuovo approccio alla fattispecie.

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